RICACCIARE I NUOVI BARBARI

Negli ultimi anni, sulla base di condizioni storiche favorevoli, stanno riemergendo i fascisti.
Chi è questa gente, che ruolo ha sempre avuto nel corso dell’ultimo secolo? E’ bene ricordarlo a chi lo avesse dimenticato: tirati fuori e portati al potere dai più fetidi latifondisti, sono stati utilizzati dalle varie potenze imperialiste in ogni momento fosse necessario schiacciare la protesta e la rivolta popolare contro i più infami dei governi possibili.

In Italia come in buona parte dell’ Europa, dagli anni ’20 in poi, i misfatti più vergognosi della storia dell’ intera umanità furono compiuti da questi personaggi.
Oggi questi si sono proclamati paladini della lotta per la vita contro l’ aborto. Sarà utile ricordare, a chi potrebbe credere a loro, cosa telegrafava il loro Idolo Massimo, il mai ripudiato   Benito Mussolini, al suo sgherro generale Graziani, lo sterminatore delle popolazioni libiche, l’ 8 luglio del 37 dopo la conquista criminale (a colpi di gas asfissianti) dell’ Etiopia:
AUTORIZZO ANCORA UNA VOLTA VOSTRA ECCELLENZA A CONDURRE POLITICA DEL TERRORE E DELLO STERMINIO CONTRO I RIBELLI E LE POPOLAZIONI COMPLICI STOP  SENZA LA LEGGE DEL TAGLIONE AL DECUPLO NON SI SANA LA PIAGA IN TEMPO UTILE (telegramma agli atti dell’Archivio di Stato, citato da Rochat, 1975). L’inviato del Corriere, C. Poggiali, scriveva in quei giorni nel suo diario:
”Tutti i civili di Addis Abeba hanno assunto il compito della vendetta con i sistemi del più autentico squadrismo fascista. Girano armati di sbarre di ferro, accoppando quanti indigeni si trovano ancora in strada. Mandrie di persone sono spinte a tremendi colpi di scudiscio come greggi. In breve le strade attorno ai tucul si sono seminate di morti, gente ignara ed innocente. Vedo un autista che dopo aver abbattuto un vecchio con un colpo di mazza gli trapassa la testa con una baionetta”(diario AOI, 1936-37, Milano 1971). Nel dopoguerra il generale Graziani, il massacratore dei popoli africani fu (guarda caso), presidente del M S I, la ben nota Fiamma Tricolore che arde con i gas mefitici emessi dal cadavere putrefatto di Benito Mussolini.
Comportamento, quello di Graziani e di tutti i fascisti, come si vede del tutto identico a quello dei loro camerati nazisti contro ebrei ed altre minoranze in tutta Europa, e oggi dei soldati israeliani e USA nei paesi arabi.
Potremmo continuare con migliaia di esempi storici, fino alle bombe della stagione delle stragi negli anni dal ’68 in poi, da Piazza Fontana alle bombe sui treni.
Questi sono i fascisti, queste bestie assetate di sangue vengono oggi a rifarsi una verginità con la storia del diritto alla vita! Questa “gente” non conosce la vergogna: vadano a diffondere i loro vomitevoli volantini razzisti contro gli emigrati, a favore della pura razza ariana. Almeno saranno vomitevoli ma non ridicoli e patetici come nelle loro predicazioni per il diritto alla vita, che milioni di volte hanno violato con i loro crimini!
Ogni giorno leggiamo di attacchi e massacri di fascisti nei confronti di soggetti deboli della società: immigrati, barboni, omosessuali. La vigliaccheria di questa gente è, oggi, identica a quella di vari decenni addietro.
Queste autentiche ruote di scorta del grande capitale vengono utilizzate dai gruppi imperialisti come la carta igienica: usata quando serve e poi buttata nel cesso. Oggi servono al grande ladro di Arcore e ai suoi luridi compari e stanno riprendendo fiato: togliamoglielo, ricacciamoli nelle fogne della storia, è l’unico posto dove possono stare!

 COMITATO ANTIFASCISTA CATANIA

 

UN EX PARTIGIANO AGGREDITO DAI NAZI

VARESE- Angioletto Castigioni, custode del Tempio Civico di Busto Arsizio, ottantaquattro anni, partigiano, ex deportato nei campi di sterminio, è stato aggredito da una ventina di naziskin, nel centro della città in provincia di Varese. «Uno del gruppo», racconta Castiglioni, «avendomi riconosciuto ha detto: ecco lo sporco partigiano. Erano tutti con braccia alzate nel saluto nazista, alcuni avevano tatuaggi di svastiche sul collo e sul braccio». La cosa che però ha più turbato l’uomo è che «non si è alzato nessuno a difendermi».

Da La Repubblica 26\09\07

NO ALLA VIOLENZA FASCISTA

Giorno 22 settembre 2007 alcuni militanti di Forza Nuova, avvicinando un membro del collettivo Spedalieri con un ridicolo pretesto, hanno teso un’aggressione in piazza S. Maria di Gesù a dei rappresentanti dello stesso gruppo e ad un militante della sinistra catanese. Lapiazza rappresenta da anni per gli studenti medi un punto di ritrovo dopo l’uscita da scuola, immune da implicazzioni di carattere politico. 
Scopo dell’aggressione era quello di cacciare dalla piazza alcuni studenti impegnati nella militanza politica all’interno della scuola. Il movimento neofascista sempre più spesso fa della violenza fisica e verbale la propria dottrina, operando principalmente contro chi si batte per i diritti sociali e le libertà individuali senza distinzioni razziali, sessuali e culturali. Quanto è successo il 22 settembre è solo l’ultimo di una serie di episodi che hanno raggiunto il culmine quest’estate con atti vandalici ai danni di centri sociali e altre innumerevoli azioniu offensive.
In puro stile squadrista questi individui cercano lo scontro sleale, tendendo agguati in gruppo e agendo di notte. Questa volta, agendo in pieno giorno, il loro attacco ha avuto uno scopo politico ben preciso: colpire un collettivo studentesco che pochi giorni prima si era opposto ad un volantinaggio davanti la propria scuola, realizzato da membri esterni di Forza Nuova che in passato hanno lanciato numerose provocazioni. Tutto questo rientra nel preciso obiettivo di prendere gradualmente possesso della città per poter agire indisturbati mettendo in atto una politica esclusivamente di violenza
Non dimentichiamo che la costituzione italiana vieta “la riorganizzazione, in qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. L’estrema destra, dopo i fallimenti oolitici ed elettorali, evidentemente cerca un’affermazione di strada per mantenere vivo il proprio immaginario.
Non bisogna lasciarsi intimidire da azioni repressive, ma impedire che trovino spazio personaggi ed ideologie che incitino all’odio e all’aggressività.
È fondamentale che tutti noi ci mobilitiamo per contrastare chi agisce attraverso la violenza e l’intimidazione e fa della paura la sua unica arma.                                  

COLLETTIVO  SPEDALIERi