SINTESI  SCHEMATICA  DEI FONDAMENTI IDEOLOGICI DEI PRINCIPALI  MOVIMENTI

 FASCISMO ED ALTRI MOVIMENTI CONSIMILI –

a)       La gerarchia – In sostanza si teorizza che i “migliori” e i più forti hanno “il compito etico” di tenere in pugno il potere e di dirigere lo Stato. La società deve essere rigidamente divisa tra chi deve comandare (predestinati) e chi deve servire (gli ultimi). Si arriva così a giustificare la schiavitù (v. la nostalgia per i sudisti americani e per gli Spartani) e addirittura la eliminazione di coloro i quali sono troppo deboli per produrre  (sterminio nazista delle bocche inutili).

b) La  razza – E’  un aspetto particolare della gerarchia, poiché la razza a cui il fascista appartiene (romana per quelli italiani, germanica per i tedeschi, lusitana per i portoghesi, ecc.ecc.) essendo considerata gerarchicamente superiore, ha il compito etico di ridurre in servitù le altre razze. Si giustificano  così le conquiste delle colonie e tutti relativi stermini e massacri.

c)        L’onore e la lealtà. – Siamo sempre nell’ambito di concetti metafisici e quindi privi di reale base concettuale: se pure si riesce a fare capire ad un fascista che è stato al servizio di una ideologia folle e aberrante,  per “coerenza” e “lealtà” egli deve rifiutare l’evidenza e restare pur sempre fascista.

d)       La “responsabilità oggettiva collettiva” – Se un membro di una comunità si macchia di antifascismo, l’intera collettività sarà sterminata, come è avvenuto infinite volte negli anni della guerra nazista, dove i fascisti italiani hanno fatto da cani guida per le stragi naziste, e lo stesso con tutti gli altri fascisti europei

e)       Lo stato “etico” - La totale fumosità ed indeterminatezza dell’aggettivo  permette di utilizzare tale concetto per coprire ogni forma di sopruso del gruppo di potere.

 

LIBERALISMO  (O MEGLIO CAPITALISMO)

Per molti aspetti il liberalismo fa riferimento ai concetti fondamentali del fascismo, come si può notare dalle forme più estreme come quelle di Bush, anche se si insiste sul vago concetto di “democrazia”, molto difficile da definire, poiché tutti gli strumenti di persuasione di massa sono nelle mani del gruppo che detiene il potere economico e quindi anche militare, giudiziario e ideologico. Per questo motivo nella grande maggioranza dei casi le elezioni non spostano nella sostanza i rapporti principali del potere.

a)       I “migliori”, i “più capaci” hanno in tasca tutte le opportunità per “fare impresa”, divenire sempre più ricchi e quindi più felici.

b)       Lo stato deve essere governato dagli uomini “di successo”, da quelli che, come Berlusconi, hanno dimostrato di essere capaci di gestire al massimo un’ azienda capitalistica.

c)        Non ha alcuna rilevanza “come” si sia diventati ricchi e potenti.

d)       La ricchezza sempre crescente di alcuni dovrebbe trainare la ricchezza dello Stato e di tutti i miseri. Sappiamo bene come le cose stiano in realtà.

e)       Il danno che l’accumulazione sempre più frenetica di capitali e quindi di merci arreca al resto dell’umanità e soprattutto all’ambiente di tutti non è nemmeno minimamente preso in considerazione (se non in dichiarazioni di facciata che lasciano il tempo che trovano)

f)        Con la “globalizzazione” il capitalismo si diffonde in tutto il pianeta provocando fame, miseria e disoccupazione. Così masse infinite di disperati sono costrette a vagare per i paesi  dove si vede più ricchezza illudendosi di arricchire anch’essi, ma ridotti a vivere in condizioni disumane.

 

 MOVIMENTI RELIGIOSI-

a)       Essi si basano sulla ipotesi che al di sopra della realtà vera, materiale, vi sia un essere onnipotente cui ogni uomo deve obbedienza cieca e totale attraverso l’obbedienza cieca e totale ai suoi rappresentanti sulla terra  (le varie caste dei sacerdoti, o dei mullah, dei rabbini, dei bonzi, ecc ecc.)

b)       Nella fase primitiva dell’umanità, quando tutti fenomeni naturali erano misteriosi e spaventosi, gruppi di potere ebbero facile gioco a ricattare l’uomo comune con il terrore del Dio vendicatore, costituendo così le varie caste dei religiosi, che ancora oggi riescono a tenere stretto in pugno un potere che permette loro di detenere un potere, anche economico e militare, enorme.

c)        Il fatto che con lo sviluppo delle scienza e della cultura permetta all’uomo di dare una risposta in termini reali, materiali, ai problemi dell’esistenza, o almeno ad affrontare la loro soluzione, rende sempre più aggressivi i gruppi di potere religioso, che in questi ultimi decenni sono sempre più aggressivi, sia quelli cristiani che quelli ebrei o islamici, che camuffano i loro veri interessi di conquista e difesa del potere come feroci guerre di religione.

MOVIMENTI COMUNISTI E SOCIALISTI

a)       Uno dei punti di partenza è la”teoria del plusvalore”: se una merce ha un valore maggiore di quello delle materie prime che lo costituiscono, come sempre avviene, è solo perché una parte del lavoro del lavoratore che l’ha prodotto è restato incorporato in quella merce. Il fabbricante, o imprenditore capitalista, rivendendo quella merce si appropria del lavoro in essa lasciato dai lavoratori.

b)       La storia dell’umanità è sempre “lotta di classe”: i gruppi di potere si organizzano per difendere ad ogni costo i loro privilegi, provocando immancabilmente la reazione degli oppressi.

c)        La chiave di lettura dei fenomeni ideologici e culturali è sempre, al fondo di tutto, di tipo materialista: sono cioè gli interessi materiali delle varie classi che provocano l’evoluzione delle idee.

d)       La democrazia reale non è quella liberale, del voto periodico al popolo, che viene manipolato in tutti i modi. E’ invece la “democrazia diretta” , dove le decisioni vengono prese direttamente dagli interessati (es. gli operai di una fabbrica decidono come gestirla,  gli abitanti di un quartiere decidono dei mezzi di trasporto, ecc.. Gli strumenti della democrazia di base sono i “consigli” (i soviet) i cui delegati costituiscono lo Stato che opera le sue scelte non sulla base di interessi di pochi gruppi di potere ma sulla base delle necessità reali del popolo.

e)       In tutte le esperienze storiche, la “democrazia liberale” non ha mai consentito il passaggio pacifico al socialismo, prima fase del comunismo. Tutte le volte in cui ci si è avvicinato a tale traguardo con metodi democratici, il capitalismo si è immediatamente trasformato in fascismo reprimendo nel sangue il nascente stato socialista.

f)        Per questo motivo da Marx e Lenin in poi il socialismo ha abbandonato la strada del “riformismo”, o conquista graduale del potere da parte delle classi disagiate, per acquisire la consapevolezza che solo tramite un processo rivoluzionario si potrà ridare il potere nelle mani di coloro i quali producono la ricchezza della società, e che potranno gestirla nell’interesse collettivo.